| Scleroterapia |
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I capillari dilatati delle gambe: le teleangectasie Vengono comunemente chiamate “capillari”, ma più correttamente in medicina sono dette “teleangiectasie”. Si tratta delle piccole venule sottocutanee che in seguito a dilatazione si rendono visibili assumendo una colorazione rossa o blu. Le teleangiectasie sono delle vere e proprie microvarici che si manifestano in seguito a patologie ereditarie o acquisite e tra queste ultime senz’altro le forme più frequenti sono quelle cosiddette primitive o essenziali , quelle cioè in cui la dilatazione venulare è dovuta ad una particolare debolezza della parete vascolare per cause ormonali, circolatorie o infiammatorie e non è secondaria ad altra patologia sistemica. Una visita medica specialistica può consentire un preciso inquadramento diagnostico con un attento esame ecocolor-doppler venoso degli arti inferiori. ENTRIAMO NELLO SPECIFICO Possiamo distinguere teleangiectasie piccole e superficiali (rosse), e grosse e profonde (solitamente di colore blu). Possono essere 1 - isolate: lineari o sinuose 2 - in gruppo: aspetto a ciuffo , a rete, a stella , ad arborizzazione ovvero con una particolare disposizione “ad albero”. Le pazienti che si presentano nei nostri studi solitamente si lamentano perché non accettano un inestetismo che considerano addirittura deturpante, tanto da sentirsi costrette ad utilizzare solo pantaloni o calze coprenti e da rifiutare di presentarsi al mare in costume da bagno. Spesso succede che, oltre al disagio estetico, la paziente lamenti anche senso di pesantezza , dolore, tensione, bruciore ed in questi casi è frequente osservare una patologia più complessa di natura varicosa. PASSIAMO ALLA TERAPIA La terapia delle teleangiectasie è sempre ambulatoriale e consiste in: 1. Scleroterapia 2. Diatermocoagulazione 3. Microsclero-elettroterapia 4. Laserterapia Sicuramente la metodica che si avvale di una più ampia documentazione scientifica e che può essere considerata la più sicura e meno costosa è la terapia sclerosante (scleroterapia). Il trattamento prevede l’utilizzo di liquidi sclerosanti che hanno la capacità di irritare la parete vascolare nel suo interno, fenomeno cicatriziale di tipo fibrosclerotico. La teleangiectasia si chiude e così scompare. Il sangue all’interno del piccolo vaso malato è responsabile della colorazione rossa o blu proprio perchè la sottile parete venulare è trasparente. Quando il capillare è sclerosato il sangue non lo attraversa più, ma circola nelle venule sane e perciò non visibili. Questa terapia è ben tollerata dalla paziente perché l’inoculazione si esegue tramite aghi molto sottili e perché si può avvertire al massimo un leggero bruciore. L’intervallo tra le sedute è di 7-15 giorni per un numero totale assai variabile che dipende dal quadro clinico della paziente. Ma talvolta, anche se raramente, compaiono le complicanze che sono per lo più: 1. Pigmentazioni 2. Teleangiectasie reattive 3. Necrosi La scelta del farmaco più indicato, alle corrette concentrazioni, e l’esecuzione di una precisa tecnica iniettiva che tiene conto di regole emodinamiche assolutamente non trascurabili, consentirà al medico specialista di ottenere il risultato terapeutico più soddisfacente limitando al minimo gli effetti collaterali. |


