| Chirurgia Flebologica |
|
|
|
|
GUARIRE le VENE VARICOSE ed i CAPILLARI delle gambe Tecniche all’avanguardia finalmente anche a Schio Chi non ha mai visto, sulle gambe di uomini e di donne, la presenza delle cosiddette vene varicose (o varici)? Si tratta di vasi venosi dilatati, più o meno violacei, più o meno dolenti, sicuramente anti-estetici ma soprattutto da curare, per l’alto rischio di emorragia, ulcerazione, trombosi ed embolia. A chi rivolgersi? È la domanda di quanti devono lavorare spesso in piedi, o di persone con una predisposizione genetica o di neo-mamme che cominciano ad accorgersi di avere problemi di circolazione. Anche in questo caso la Medicina Estetica e la Flebologia insieme sono in grado di curare le vene varicose ed i capillari dilatati degli arti inferiori, mediante trattamenti efficaci e poco invasivi garantendo, nel contempo, risultati esteticamente validi. Finalmente una risposta in tal senso esiste ora anche qui a Schio. Infatti dallo scorso gennaio il dott. Attilio Cavezzi, luminare di fama mondiale della chirurgia flebologica (venosa), a cui si deve il merito di aver apportato tecniche mini-invasive all’avanguardia nel trattamento delle vene varicose, ha iniziato a visitare ed a operare i pazienti presso il Centro Medico Genesy della nostra città. Sicuramente molti scledensi hanno già sentito parlare di lui perché operati presso la clinica di Bologna o di San Benedetto del Tronto, dove il dott. Cavezzi lavora stabilmente. Indubbiamente ora la sua consulenza risulterà più comoda per tutto il nostro territorio. Durante la prima visita la persona viene studiata mediante un’approfondita Ecografia (il cosiddetto ECO-COLOR-DOPPLER); sulla base della visita flebologica il medico propone la terapia migliore, più efficace e meno invasiva: non più quindi gli “stripping” (strappo) della safena – se non in pochissimi e selezionati casi -, ma trattamenti decisamente più conservativi, che permettono di trattare solo il piccolo tratto della safena o della varice ammalata, lasciando integro invece tutto il tratto ancora sano della vena. Questi trattamenti mini-invasivi vengono condotti sotto guida ecografia e consistono nell’iniezione, mediante ago o cateterino, di una “mousse” (schiuma sclerosante) all’interno solo del piccolo tratto ammalato della safena o della varice. Questo tratto venoso andrà incontro a naturale riassorbimento, evitando così lo stripping dell’intera vena (che comporta invece anche lo strappo di strutture nervose, capillari e linfatiche circostanti) ed inoltre evitando cicatrici anti-estetiche. Talora vengono associate flebectomie (asportazione di alcune varici), in anestesia locale, mediante mini-incisioni (di 1-2 millimetri) che risultano in tal modo essere quasi invisibili. In casi selezionati la sclerosi con schiuma viene sostituita dalla laser-chirurgia: la fibra ottica che veicola il raggio laser, del diametro poco più di un capello, viene introdotta nel piccolo tratto di vena ammalata, determinandone la chiusura. Con questo tipo di trattamento mini-invasivo tutta la circolazione venosa dell’arto inferiore migliora velocemente, evitando le complicanze che talora si avevano nel post-operatorio di uno stripping della safena e garantendo risultati ineguagliabili sia dal punto di vista della funzionalità che dell’estetica. Anche i capillari dilatati degli arti inferiori non vanno trascurati: se lasciati a se stessi tendono spesso a peggiorare, oltre al fatto che la comparsa di macchie rosso-violacee alle gambe spesso nasconde un sottostante più grave problema circolatorio. In tal caso, a seconda della gravità del quadro clinico, il medico decide la terapia più opportuna, che può essere di tipo iniettivo (scleroterapia, ossigeno-ozonoterapia, terapia omotossicologica rigenerativa, TRAP) oppure mediante Laser (Dye-Laser, Laser Diodo, Laser Nd-Yag a impulso lungo). A differenza delle vene varicose, nel caso dei capillari, il Laser non entra all’interno del vaso venoso, ma agisce dall’esterno. Infatti l’energia del Laser passa attraverso un manipolo speciale in grado di raffreddare la pelle soprastante ai capillari (che così viene protetta) e quindi va a colpire selettivamente il capillare sottostante, coagulandolo e chiudendolo. Il vaso trattato andrà incontro ad un riassorbimento graduale in un mese circa, e quindi scomparirà. Generalmente possono richiedersi da 1 a 4 sedute sulla stessa area per poter ottenere un risultato completo e a lungo termine. |


